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Silvana Famiani ( pittrice, scrittrice, poetessa)

NOTE BIOGRAFICHE

 


Silvana Famiani è nata a Napoli circa cinquant’anni fa, diplomata maturità artistica, pittrice per vera passione.
Amante di ogni forma d'arte, desiderosa di trasmettere anche attraverso la scrittura, emozioni...
Autrice del libro “ kocci di vita” edito da “Albatros il filo”, (  menzione di merito  al concorso-premio letterario “Un libro amico per l’inverno) è l'omaggio di una figlia alla storia d'amore dei propri genitori attraverso la testimonianza scritta e fotografica di una passione sbocciata e fiorita poco prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale. Il dramma del conflitto bellico costringe Carlo ed Emma a una momentanea separazione, dalla quale però il legame tra i due amanti uscirà ancora più forte nella sua intensità al punto da far risaltare come la bellezza e la forza dei sentimenti, se veri e sinceri, sia in grado di germogliare anche tra le atrocità e il dolore provocato da un'immane tragedia come la guerra.
Le sue liriche sia in lingua italiana che in vernacolo napoletano,  sono state  premiate in vari concorsi letterari nazionali.

 

La sua nuova raccolta poetica!

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P R E F A Z I O N E

di BENITO PATITUCCI

Quando la penna non è quella che si prende con disinvoltura da sopra lo scrittoio dello studio, dal contenitore all’angolo della cucina o la si cerca dentro la borsetta, ma è, al contrario, l’invisibile stiletto che ha trafitto il cuore e in esso attinge a piene mani; lacerandolo, se dovesse necessitare, per trarne maggiore quantità di linfa vitale... E quando il supporto – su cui tracciare il pensiero che attraversa la mente in quel momento – non è il classico foglio di carta bianca, ma sono, estemporaneamente, le lande del cuore che lo sostituiscono egregiamente... Ecco: è in quel preciso istante che prende corpo il narrato poetico della nostra Autrice.
Silvana Famiani si mostra, in questa silloge poetica, con una semplicità disarmante. Una donna come tante altre (o forse piú speciale di tante altre), capace di chiudersi in se stessa, stretta nella morsa della sua inconsolabile amarezza, e che in questo raccoglimento elabora sensazioni, attimi fugaci di vita, sprazzi di luci e ombre, come in un immaginario caleidoscopio.
E lo fa con estrema naturalezza, corroborata da una pressoché inspiegabile necessità di narrare, di far conoscere, di partecipare agli altri gli intimi sconvolgimenti dell’animo, gli attimi che addolciscono o che annichiliscono, gli sconfinati orizzonti di luce o i nembi cupi che si portano dietro oscurità  e tristezza.  Un’altalena che dondola tra le pieghe dell’animo, a volte lanciata verso l’azzurrità del cielo e altre pressoché statica sotto il ramo che la regge;  ma che non fallisce mai nel conteggiare i battiti del cuore.
Silvana Famiani, in fondo, non fa altro che seguire il flusso emotivo che le arde dentro e che la trascina in stati d’animo complessi, meditabondi, fuori dal tempo, emotivamente coinvolgenti. Lasciando quindi libero arbitrio all’inalienabile facoltà di cernita di questo straordinario muscolo, tra le cui anse si celano i segreti, i sospiri, le attese, i desideri, le angosce, le gioie, gli smarrimenti...
E forse è proprio questa la ragione che le ha fatto dividere le sue liriche in tre diverse sezioni, come gli atti di una rappresentazione teatrale... Dove nei “Putti” (che sono poi la trasposizione scenica dell’amore), troviamo intera la parte drammatica che l’ha coinvolta e le ha segnato la vita in modo inequivocabile: il racconto sviscerato di un periodo ricco di infiorescenze e di uno splendido corollario di passioni; purtroppo bruscamente interrotto da un evento inevitabile e irreparabile, tanto da non avere ormai confini ben delineati. Uno scenario ampio, che coinvolge emotivamente e porta il lettore a rivivere insieme a lei momenti di meditazione profonda...
Nelle “Pulci”, invece (le piccole e semplici cose, ma anche quelle piú impegnative e complesse che accompagnano la nostra quotidianità), la poetessa si lascia trasportare da ciò che le sta attorno e che motiva e stimola la sua poetica sensibilità. (E qui va sottolineato che ai titoli di questa sezione, come a quelli della successiva, l’Autrice ha aggiunto un sottotitolo; un po’ come a voler rendere piú esplicativo il contenuto delle liriche stesse).
Infine, le “Pulcinelle”... Un pout-pourri di situazioni paesane, di ambiente strettamente posizionato attorno al proprio habitat: l’insieme inscindibile che accompagna la vita con i desideri, le gioie, i dispiaceri, i sorrisi, le considerazioni morali, le riflessioni intime, o le esternazioni aperte e viscerali. Un mondo a sé stante, nel quale il dialetto napoletano, con la musicalità degli accenti e le situazioni della vitalità partenopea, gioca un ruolo di primo piano. E un mondo, aggiungerei, dove la nostra Autrice si muove con estrema eleganza e leggerezza.
Una poesia, quella di Silvana Famiani, che induce a riflettere; capace, cioè, di trasportare il lettore e farlo entrare da protagonista nell’ampio scenario che disegna con il suo fraseggio lirico, con la sensibilità del suo animo, con la semplicità di chi fa del raziocinio la sua arma migliore. Specie laddove il verso si trasforma in prosa, altrettanto scorrevole e penetrante; per farci conoscere un desiderio nascosto nelle pieghe del cuore o per rimandarci indietro nel tempo, a quando le atrocità della persecuzione nazista raggiunsero apici inimmaginabili...
Silvana Famiani, infine, con questa silloge ci fa dono del suo mondo interiore: un inestricabile miscuglio di sentimenti, in grado di coinvolgere emotivamente e far vibrare l’animo del lettore. Un connubio di emotività, che resterà impresso nel tempo e nell’animo. Un qualcosa di bello, che si assaggia, si degusta, si gode.
BENITO PATITUCCI
Cosenza, 13 giugno 2014

 

La sua Opera Prima: "Kocci di vita"

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