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Presentazione della raccolta poetica "Prima che faccia sera" di Lorenzo Carmine Curti (Aletti Editore)

Locandina dell'evento ESCAPE='HTML'
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Presentazione del libro "Lettera a Dino" di Shanna Serena Guarino di Marco del Bucchia editore,

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Rassegna Stampa

L'articolo di Matteo Dalena

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Shanna e Anna Laura: Figlie si resta per sempre.

“Il compito di un dottore è fare il proprio mestiere con coscienza. A volte ciò non avviene e una famiglia può essere distrutta in un attimo”. Il 16 ottobre del 2004 un presunto (l’ennesimo) caso di malasanità strappa Dino Guarino all’affetto della piccola Shanna. Un malore cardiaco: la corsa al S. Anna di Catanzaro, l’aggravarsi della situazione, la morte che quasi sempre inattesa spazza via le certezze e gli equilibri di una figlia alla stregua di “un castello di sabbia venuto male”.
Il dramma della perdita, il mistero del “cosa dopo la morte?”, l’elaborazione del lutto, il rimpianto per ciò che è perso, il tempo delle lacrime amare. Ricordi tristi incastonati in un passato ormai “passato”. Il presente è raccontato da quegli occhi neri più del nero, da quelle lacrime oggi più dolci e dalla compostezza di quella “figlia che ciascun genitore vorrebbe avere”. La ricerca di un luogo, il più idoneo al concretizzarsi del processo di cristallizzazione e sublimazione della figura del padre, che ha sapore di eterno, trovano oggi realizzazione in un libro. “Lettera a Dino” (Del Bucchia) della ventiduenne Shanna Serena Guarino, vede la luce soprattutto grazie alla scrittrice/poetessa rendese Anna Laura Cittadino che, preso letteralmente a cuore il “diario poetico” di “Ciccilla” (come Dino era solito chiamare la figlia), ha deciso di farne uno dei vessilli dell’associazione Gueci. Sigla che reca le iniziali di Guerino Cittadino: altro nome per altro illustre caso di malasanità. Da quel 23 dicembre 2003 l’unica missione della scrittice/poetessa rendese è, infatti, quello di “scuotere le coscienze di tante persone: dai medici, ai politici, ai mezzi d'informazione, alle istituzioni, perché cambi questo bollettino di guerra  e ci venga restituita la fiducia, la serietà, la professionalità, la sicurezza nelle sale operatorie e  sopratutto il nostro diritto alla vita”. Mercoledì è stato scritto un altro capitolo di quella battaglia. Con compostezza, poesia e tanto affetto. Shanna e Anna Laura: due generazioni di donne accomunate da un grande dolore che oggi diventa voglia di fare, condividere, insegnare. Una benefica alleanza all’insegna della parola che, in forma poetica o narrativa, è strumento terapeutico che fortifica, vivifica. Si vive per vincere la morte: una lotta estenuante quella del genere umano che cerca nel progresso degli ingegni, dei talenti e delle macchine, la possibilità di rimandare il fatidico appuntamento. Nel presente s’assiste a tragiche ed evitabili retromarce. Ma l’inchiostro dell’anima sopravvive alla morte. E vince anche chi, in occasione della presentazione del libro nella Sala Tokio del Museo del Presente di Rende, ha deciso di prestare la propria voce al commento della meritoria opera di Shanna. Da Anna Canè a Lucia De Cicco, passando per Gabriele Fabiani, unanime il riconoscimento del coraggio e della maturità della giovane rendese. Scrittura e vita, dunque, per allontanare la morte, giacché come ebbe a dire Edgar Lee Master: “Ci vuole vita per amare la vita”.
Matteo Dalena

 

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Le foto

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Incontri d' Autore: Preludio di Nuova Primavera

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