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  • Articolo Corriere della Calabria del 20 settembre2013
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ANNA LAURA CITTADINO RISVEGLIA RENDE
  
Scritto da Giuseppe Lorin


“…i momenti più belli, quelli che aiutano a vivere sono racchiusi nelle cose più semplici…”

Gli antichi Enotri, fuggitivi da Troia al seguito di Enea, fondarono nei pressi del fiume da essi denominato Acheronte, la primitiva Acheruntia, dove costruirono “le case dei forti”, presso le acque del fiume. La zona era però inadatta alla difesa durante le guerre che in quel periodo si susseguivano numerose. Alcuni abitanti abbandonarono quei luoghi per rifugiarsi in un posto più difendibile, l'odierna Nogiano. Questo nuovo insediamento, che risale al 520 a.C., fu denominato Aruntia, dove vennero ricostruite "le case dei forti", e successivamente Arintha, l’attuale Rende. Ecateo di Mileto, vissuto nel 500 a.C., in un suo scritto nomina Arintha come Città della Bretia di origine enotra. In seguito, gli assalti dei popoli arabi, bizantini, musulmani, che misero a ferro e fuoco Arintha, insinuarono negli abitanti autoctoni la speranza della libertà, della rinascita, che arrivò solo con l’avvento dei Normanni nel 1059 e così poterono allontanarsi dalla Sila, dove si erano rifugiati nel frattempo, per tornare alle loro terre d’origine. Roberto il Guiscardo, il normanno, per ricostruire ciò che venne distrutto attuò una manovra iniqua ed impose il pagamento di gabelle, tributi, di imposte, di tasse troppo elevate che dovevano essere “rese” al vescovo-conte di Cosenza in modo che lui, il normanno, non figurasse come mandante. Il “cum donum ecclesiae” suscitò una rivolta popolare, poiché prevedeva il “rendere” gran parte dei loro guadagni,  al vescovo-conte. L’insurrezione venne sedata da Ruggero I e da Boemondo, figli di Roberto il Guiscardo. Boemondo d’Altavilla, il figliastro, fece costruire il Castello  Normanno che diventò la base alta di controllo della valle del Crati. Nel ricordo di tanto spargimento di sangue, quel posto assurse il nome di Rende, come resa di tributi alla Chiesa, al dominatore.
Il terremoto del 1184 provocò gravi danni al castello e ad alcune chiese, e Rende conobbe un periodo di recessione.
Nel 1422, durante la guerra tra angioini ed aragonesi, Francesco Sforza, il futuro duca di Milano, che comandava l'esercito angioino in Calabria, trovò rifugio nelle mura di Rende dove subì l’assedio da parte delle truppe aragonesi che gli contendevano il controllo della Calabria settentrionale. Nel 1437, Rende, come tutta la Calabria, passò sotto il dominio aragonese e fu data in feudo alla famiglia Adorno di Genova nel 1445. Nel marzo del 1460 il re Ferrante d'Aragona investì della contea di Rende il nobile calabrese di origine normanna Luca Sanseverino, duca di San Marco, il quale di lì a poco diverrà anche Principe di Bisignano. Dopo la morte di Margherita di Poitiers, già marchesa di Crotone che dimorò nel castello di Rende, suocera di Luca Sanseverino, la contea ritornò agli Adorno, dogi di Genova. Nell'agosto 1528, la contea di Rende venne innalzata al rango di marchesato.
Nel risorgimento, i Rendesi si opposero ai Francesi e ai borbonici e molti di loro diventarono carbonari partecipando ai moti del 1820, ‘21 e ‘31. Nel 1860 l'entusiasmo per lo sbarco dei Mille a Marsala contagiò anche i Rendesi che diedero vita al "Comitato centrale della Calabria" per dare appoggio logistico e militare, nonché rifornimenti, a Giuseppe Garibaldi, che con le sue truppe si accampò in località Marchesino.
Il 24 agosto del 1860 Rende insorse contro i Borboni e acclamò Vittorio Emanuele II, re d’Italia.
È nata a Rende Anna Laura Cittadino che, con il coraggio che caratterizza le donne della Calabria e l’orgoglio di una cultura dalle origini antiche e greche, si propone quale vessillo di una italianità poetica dove le radici si nutrono di linfa vitale che dà frutti di alta cultura.
L’istituzione della 1ª Edizione Premio Letterario Internazionale “Arte Solidale tra Musica e Memoria 2011” che si è svolto nella Sala Consiliare del Municipio di Rende in provincia di Cosenza, sabato 17 dicembre 2011, è dovuto alla sua convinzione che la cultura, l’arte in genere, è quell’energia vitale capace di risvegliare e scuotere un popolo dall’assuefazione alla mediocrità del vivere odierno.     
“Amo il mare sopratutto d'inverno, il suo movimento, il suo fluire, la sua forza, sono spesso la mia fonte d'ispirazione.
Seduta sulla riva mi lascio trasportare dalle mille sensazioni che sento nascere in me  e nel suo respiro, respiro anch'io.”

 

Anna Laura Cittadino, dallo sguardo intenso, illuminato dagli occhi azzurro mare, è contro ogni forma di violenza ed è forte dei suoi sani principi che delineano il suo stile di vita, spronata e sostenuta dal marito Sergio Gentile e da Cristian e Gianmarco, i loro figli che la incoraggiano a proseguire nella sua ardua lotta contro il qualunquismo e l’appiattimento degli interessi. 
È Presidente e fondatrice dell'Associazione Culturale GueCi, e autrice di racconti e poesie. Vincitrice di prestigiosi premi letterari di carattere nazionale, Anna Laura Cittadino, nell’umiltà tipica delle persone sensibili, riesce a coinvolgere nelle sue iniziative culturali personalità politiche e del mondo dell’arte in genere.
“Il sole, la pioggia, il vento accompagnano le mie giornate.
La luna e le stelle, cullano i miei sogni.”
La lezione di Platone ed Aristotele su ciò che suggeriscono i quattro elementi fondamentali, l’aria, il fuoco, l’acqua e la terra, con l’arte della mimesica, la loro introiezione artistica, è ben assimilata da Anna Laura Cittadino che da questi elementi assurge alla sua espressione poetica. 
“L'acqua dei fiumi e dei mari, rendono limpidi i miei pensieri.
I prati verdi, allontanano ogni tristezza, avvolgendo la mia anima in una luce dorata. La felicità non si vende, non si compra, non si copia. Si costruisce e si vive, assaporando ogni giorno la vita; dono meraviglioso del Signore. Il destino è spesso una comoda giustificazione per illuderci che tutto quanto accade non dipenda da noi, ma da una forza misteriosa capace di trasformare i sogni in realtà e le nostre azioni in un fallimento.”

D – Chiediamo ad Anna Laura Cittadino quali sono le sue prossime iniziative, i suoi impegni letterari, le sue pubblicazioni?

R – Il prossimo 7 gennaio 2012 porterò ad Altilia, località montana in provincia di Cosenza un gran galà di poesia che vedrà la partecipazione di  tantissimi poeti provenienti da più di venti comuni del cosentino, con la poesia sia in lingua che con il dialetto del proprio comune. Un evento che ho già realizzato a Rende nel mese di settembre 2011 riscontrando un grande successo di pubblico. Si concluderà a marzo con la cerimonia di premiazione il Premio Letterario Nazionale “Un libro amico per l’inverno 2011-2012” che ha visto la partecipazione di 1300 opere in concorso. Sempre a marzo parte il premio  internazionale di poesia “Memorial Guerino Cittadino” dedicato a mio padre, con il patrocinio dell’Università della Pace della Svizzera Italiana e con il patrocinio del comune di Rende.
Sto preparando un altro progetto da portare in un “luogo di dolore”, ma questo è  per ora “top secret”.
Pubblicazioni? A breve “Vi porgo la mia penna” la mia ultima raccolta poetica, edita dalla Gds edizioni.

D – Riscontri delle difficoltà logistiche economico pratiche per la realizzazione delle tue iniziative?

R – Le difficoltà economiche per realizzare le mie iniziative sono tantissime. Cerco sempre di fare un bilancio cercando di capire se quello che ho fatto e quello che faccio siano coerenti e in direzione con gli impegni presi nel fondare un’associazione non profit e apolitica, per proseguire in un percorso che porti ad un benessere generale e di crescita culturale nel mio territorio. Per fortuna posso contare sulla partecipazione di soci e volontari che con entusiasmo  e disponibilità mi aiutano a realizzare le mie iniziative senza nulla pretendere, ma per realizzare al meglio il mio lavoro è necessario avere un supporto da parte dell’Amministrazione Comunale, della Provincia e della Regione. I Patrocini intesi solo come approvazione alle iniziative che porto avanti non bastano! Ci vorrebbe una collaborazione sinergica che dia anche un minimo di contributo in termine economico per potenziare e sostenere eventi culturali di valenza internazionale come quello  che ho appena concluso con “Arte solidale tra musica e memoria”.

D – Il discorso delle sponsorizzazioni viene recepito dal mondo commerciale della tua regione? Alcune tue considerazioni.

R – Credo che ci sia molta disponibilità nella sponsorizzazione sportiva ed una quasi completa chiusura verso il mondo dell’arte e della cultura. Per molte aziende è un discorso “surreale”, difficile da portare avanti, un non trend del mercato odierno e non viene recepito come strumento di marketing per promuovere la propria attività e immagine.

D – Una tua riflessione sul mondo dell’editoria poetica?

R – Moltissimi i poeti e pochi i lettori di poesia. Rare le case editrici che pubblicano raccolte poetiche, e ancor più raro trovarne che pubblichino senza contributo da parte degli autori, proprio perché la poesia non è commerciale e comprende  una piccola nicchia di estimatori. I poeti che hanno venduto migliaia di copie sono pochi, e solo dopo aver raggiunto una particolare notorietà.

D – Secondo la tua esperienza di pluripremiata, quanto valore hanno le varie antologie poetiche ideate per l’occasione di concorsi e premi?

R – Dipende, se l’antologia resta fine al concorso e non trova il modo d’incanalarsi attraverso le scuole e le biblioteche ha solo una valenza e una gratificazione per l’autore  stesso che vede la propria opera pubblicata in essa. In molti concorsi le antologie non sono altro che un grande business, pubblicano tutte le opere partecipanti senza un’accurata selezione, opere di poco spessore letterario che vengono pubblicate per incrementare  il numero di pagine che portano ad un alto prezzo di copertina. Si arriva addirittura a pagare  un’antologia  40.00 euro, che resta, poi, a far polvere sullo scaffale della libreria di casa propria!

D – Anna Laura Cittadino ed il suo impegno nel Sociale?

R – Ho sempre pensato che la grande forza e la positività ci viene data solo se si ha la capacità di guardare  dentro la sofferenza delle persone meno fortunate di noi, per renderci conto che solo aprendo al mattino gli occhi sul mondo,vedere nascere l'alba, ascoltarne il canto, gioire delle meraviglie della natura, sia già una grande, grandissima fortuna.
Pensiamo a le tante persone a cui la vita nega tutto questo. A chi la mattina apre gli occhi e vede buio, a chi non sente i rumori del mondo o chi la luce del giorno gli appare solo dietro un' imposta chiusa  che colora una camera e un letto da  anni sempre uguale.
Bèh, io ci penso ogni giorno e ogni giorno ringrazio il Signore per i meravigliosi regali di Cui mi fa dono.
Da anni sono Socia sostenitrice nel mio piccolo della Lega del Filo D'Oro, un'Associazione che si occupa dell' inserimento e della riabilitazione di persone sordo-cieche e per lo più sono bambini.
Ogni anno a Natale c'è il mio piccolo contributo per loro, c’è ad ogni Pasqua e c'è anche ogni estate prima di partire per le vacanze. È poco, lo so. Ma tante piccole gocce possono formare un mare d'aiuto a chi il mare può vederlo solo con gli occhi degli altri.

D – Una tua passione, un tuo hobby?

R – Mi piace molto fotografare tutto ciò che mi circonda, tutto ciò che fa dell'universo un momento autentico di poesia e quando il mio battito e il mio sentire non  riescono a trasferirsi su fogli bianchi e inchiostro, bèh, lo faccio attraverso i miei scatti!

Il riscatto dalla sua terra attraverso la poesia di cui fa dono alla sua gente, rende Anna Laura Cittadino primus inter pares.

Giuseppe Lorin

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